Principali testimonianze

“Nel panorama attuale dell’arte italiana, Vittore Frattini è fra i pochissimi artisti ad aver provato a ripensare con coerenza e continuità al destino della forma plastica e della scultura, pur senza mai perdere di vista la delicatezza e la pregnanza dinamica del suo tipico segno, nemmeno nelle realizzazioni più apertamente monumentali.“

Martina CorgnatiTratto dal "Catalogo della mostra Museo Spoleto" Ediz. Mazzotta 2004

“L’itinerario di Vittore Frattini ha inizio alla fine degli anni Cinquanta, quando dipinge la grande tela Fiducia, che si ancora stilisticamente al realismo esistenziale. In una fase successiva emerge un naturalismo caratterizzato da una linearità astratta, che successivamente si impone in una nuova modalità di scrittura dove ormai la figurazione viene superata da un meditato espressionismo informale. Negli anni Settanta, Frattini perviene a una linearità che si sviluppa infine nell’approfondimento di geometrie orizzontali e verticali sempre più essenziali, in una sorta di interrogazione costante sulla leggibilità della cromia. In questa tipologia segnica cosi’ lungamente meditata ed affinata, questo artista perviene non solo a soluzioni bidimensionali ma anche, in una fase più recente, a sperimentazioni plastiche di forte impatto emotivo e poetico.“

Vittorio SgarbiTratto da "I Giudizi di Sgarbi" Edioriale Giorgio Mondadori 2005

“I colori, pur così reali, sembrano nascere spontaneamente da un lievito di fantasia.Ma, soprattutto, il mondo veduto dall’alto sembra far coincidere in una sola materia d’immaginazione tutti gli aspetti della natura.“

Luigi Carluccio

“Le idee, la visione, si rispondono da quadro a quadro e creano una atmosfera sentita, riflesso evidente di una esperienza visiva e umana.“

Renato Guttuso

“Come lo svolgersi e l’accumularsi delle nubi nei più fastosi tramonti, il disfarsi delle sere e gli estremi trionfi della luce…“

Piero Chiara

“Senza alcun dubbio elegante e controllata, la sua pittura mantiene una sorta di concretezza schiva e sensibile…“

Roberto Sanesi

“Anche per il loro aspetto di innovazione tecnica i Lumen sembrano alludere a taluni aspetti della comunicazione visiva contemporanea o anche, come ha suggerito lo stesso artista, a registrazioni elettroniche di fenomeni vitali.“

Gian Alberto Dell’Acqua

“…Sta infatti all’osservatore, una volta risucchiato da queste impennate e trascinato giù dalla forza di gravità, immaginare una conclusione al di fuori dell’opera.“

Pietro C. Marani

“Grazie a quest’invenzione, un gesto, tutti i precedenti esiti convergono in una rappresentazione unica, inimitabile.“

Rolando Bellini

“Questa assenza di rigidità e questa inventiva è quel che contraddistingue fondamentalmente il lavoro di Frattini e fa comprendere come la sua personalità si sia sviluppata in maniera totalmente indipendente. Un fenomeno che direi molto singolare che non dipende da nessun esempio, una vera creazione che deriva dalla sua essenza e non è debitrice di contributo alcuno.“

Giuseppe Panza Di Biumo

“…Ecco, credo che in fondo tutto il lavoro di Frattini sia questo, un continuo usare della linea dell’orizzonte come di una corda risonante, e un continuo interrogare la luce: cioè quello che più ci avvicina, credo, alla metafisica.“

Flaminio Gualdoni

“Ciò che più mi seduce è la levità del suo linguaggio, intriso invece di venti vivaci e di desiderio costruttivo, armonico. L’eleganza con la quale si dispiega nella luce, luminosamente fa il resto della fascinazione su di me.“

Mario Luzi

“L’orizzonte come appare a un uccello in volo. La scia bianca lasciata da una nave.Le vibrazioni della corda di una chitarra. Sono i Lumen di Vittore Frattini, lampi di una visione, intuizioni di un istante.“

Licia Spagnesi

“Frattini è figlio di Frattini, nel senso autenticamente genetico del termine poichè suo padre fu scultore di talento vero nell’ambito della scultura figurativa del Novecento e lui è plastico altrettanto concreto in un cosmo che si usa chiamare astratto forse solo per convenzione interpretativa.“

Philippe Daverio

“Quando Frattini dipinge, vince il colore. Vince sempre, non c’è niente da fare, nonostante la ricerca formale dell’artista sia dichiarata, antica e pure molto ostinata. Giallo, turchese, carminio e blu, poi viola, arancio e rosa e nero. Sulla tela, nel vetro, i colori si accostano nitidi come usciti da un prisma e la scena è tutta per loro…“

Cara Ronza